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Aggiornato al 18/05/2015

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Progetto Educativo

 

Premessa

In continuità con la tradizione educativa e pedagogica di San Giovanni Bosco, i Salesiani intendono venire incontro ai bisogni formativi di ragazzi/e, giovani e adulti specialmente dei ceti popolari con iniziative nell’ambito dell’istruzione scolastica, della formazione professionale, dell’orientamento, dell’aggiornamento culturale, dell’associazionismo socio-culturale, del tempo libero, oltre che nell’ambito della formazione religiosa propriamente detta.

 Il Centro CNOS-FAP, accreditato dalla Regione Emilia-Romagna, è un’organizzazione formativa libera, cura la Formazione Professionale dei giovani di ceto popolare ed è inserita nell’Istituto Salesiano. L’Associazione CNOS-FAP Regione Emilia-Romagna è stata costituita ufficialmente nel 1978 ed è parte della Federazione CNOS-FAP Nazionale.

 

Storia

L’Istituto Salesiano “Beata Vergine di San Luca”, situato in Via Jacopo della Quercia a Bologna, nacque per iniziativa dell’Arcivescovo di Bologna, Card. Domenico Svampa, il quale il 22 febbraio 1897, alla posa della prima pietra dell’Istituto Salesiano, presenti le autorità civili, il Beato don Michele Rua successore di don Bosco e oltre diecimila convenuti, disse: “I Figli di don Bosco cureranno con zelo e con amore la saggia educazione dei figli del popolo e prepareranno a Bologna una generazione migliore”.

L’opera, affidata ai Salesiani, è divenuta così la CASA di don Bosco; continuando e ampliando l’esperienza naturale della famiglia, si propone ai giovani come una comunità dove la crescita dinamica ed integrale avviene nella condivisione di esperienze di una vita aperta alla realtà e ai bisogni della società. Per questi giovani l’Istituto Salesiano diventa in tal modo, più che un luogo dove apprendere, una CASA in cui vivere. 

Il progetto formativo

Destinatari privilegiati

Pur aprendosi a tutti coloro che domandano formazione per il mondo del lavoro, il nostro CFP privilegia la fascia adolescenziale e giovanile di ambo i sessi, per i quali è forte il bisogno di interventi formativi sia in rapporto al processo della loro maturazione umana, che in relazione alle difficoltà sempre più gravi per inserirsi nel mondo del lavoro nella società civile.

Gli utenti, maschi e femmine, che frequentano il Centro sono - per la maggior parte - nella fase adolescenziale dell’obbligo formativo (14-18 anni) e giovanile (19-25 anni), quasi tutti provenienti dal territorio di Bologna, sia italiani che immigrati.

Essi sono:

  • allievi/e che hanno conseguito la licenza della Scuola Media dopo la normale frequenza o con qualche ripetenza, ma che in genere rivelano attitudini e attese più consone alla operatività diretta che allo studio teorico ed a un’immissione nel mondo del lavoro;
  • allievi/e che hanno vissuto esperienze non soddisfacenti in Scuole Medie Superiori e se ne sono allontanati (drop out);
  • adolescenti con disabilità (certificati) o in disagio sociale i quali trovano difficoltà nell’apprendimento e nella frequenza regolare;
  • giovani che frequentano corsi post-qualifica e post-diploma per immettersi più preparati nel lavoro;
  • adulti (disoccupati o lavoratori) in cerca di ulteriore specializzazione oppure bisognosi di riqualificazione o di aggiornamento in vista di una nuova occupazione;
  • extracomunitari in cerca di una preparazione che permetta loro di inserirsi efficacemente nel mondo produttivo italiano.

I corsi, soprattutto di prima formazione, sono, in genere, finanziati dalla Regione Emilia-Romagna o dalla Provincia di Bologna, con l’intervento del Fondo Sociale Europeo, oppure sono “a mercato”, finanziati, cioè, dagli stessi utenti o dalle loro famiglie. Alcuni corsi di Formazione sul Lavoro sono infine finanziati, parzialmente o totalmente, dalle industrie interessate.

Obiettivi dell’intervento formativo

Ogni giovane possiede in sè un elevato potenziale suscettibile di formazione; ha perciò bisogno di essere guidato nel rendere operativo un così grande capitale, perchè si possa inserire con soddisfazione e con utile reciprocità nella società civile e nella comunità religiosa. “Nessun giovane è fondamentalmente cattivo. Anche in una mela marcia ci sono semi buoni che possono produrre gustosi frutti”: affermano i Salesiani sulla scia di don Bosco.

a. Finalità generali

L’intervento formativo che il CFP dei Salesiani di Bologna rivolge ai giovani si caratterizza secondo alcune finalità generali:

  • sviluppare negli allievi in formazione la capacità di partecipare in modo attivo e critico nella società (cittadinanza attiva) per valorizzare l’importanza che ogni persona detiene ed esprime sotto l’aspetto culturale, sociale, politico e religioso;
  • abilitare i soggetti in formazione ad esercitare il proprio ruolo professionale in modo creativo e consapevole per inserirsi in una realtà lavorativa in continua evoluzione la quale tende a ridurre al minimo e a sottovalutare l’importanza delle persone all’interno del ciclo produttivo.
  • venire incontro alle esigenze delle aziende del territorio, preparando operatori con competenze tecniche adatte all’occupazione.

b. Obiettivi particolari

b.1. Per aiutare i giovani nella loro maturazione umana, sociale e spirituale si propongono i seguenti obiettivi:

guidare ogni allievo alla scoperta della propria identità con l’acquisizione di uno spirito critico che lo renda capace di giudicare la realtà; del senso di libertà e responsabilità personale che lo renda abile a decisioni e, quindi, ad atti personali coerenti; di un equilibrio affettivo che gli permetta di entrare in rapporti positivi con sè e con gli altri;

maturare negli adolescenti in Obbligo Formativo la dimensione religiosa della loro vita, attraverso la riflessione e l’approfondimento dei valori umani e cristiani come proposti dalla Costituzione Italiana;

educare gli allievi al servizio e alla partecipazione attiva nella vita della comunità familiare e civile, superando il limite dell’atteggiamento individualistico.

b.2. Per consentire agli allievi del Centro di raggiungere la finalità professionale, anche in vista delle esigenze occupazionali del territorio, si sono individuati i seguenti obiettivi di prima istanza per l’intervento formativo:

  • personalizzare l’iter formativo all’interno del progetto e della programmazione dell’intervento di formazione professionale, includendovi il servizio di orientamento al lavoro;
  • offrire ai soggetti in formazione occasioni significative per assumere e maturare conoscenze, comportamenti ed abilità operative coerenti con l’esercizio efficiente della cittadinanza attiva e della professione scelta;
  • sviluppare competenza professionale per l’inserimento immediato nel mondo del lavoro;
  • progettare, sperimentare, aggiornare itinerari di professionalità, aperti alle strategie modulari, alla progressività e complementarietà dei contenuti;
  • mantenere un costante collegamento con i Centri per l’Impiego, le aziende e le associazioni professionali per conoscere e far fronte alle esigenze del mercato del lavoro.

 

IL METODO SALESIANO DEL SISTEMA PREVENTIVO

Lo stile di formazione adottato per raggiungere gli obiettivi proposti nel Progetto Formativo è la preziosa eredità lasciata da don Bosco, cioè il sistema preventivo e l’esperienza educativa salesiana; la loro validità è più che mai attuale dopo un secolo di successo educativo nelle scuole di Don Bosco.

Per questo ci si impegna a:

  • educare con la ragione alla ragionevolezza, ad affrontare cioè i problemi, in un dialogo approfondito e chiaro, basandosi sulla ricerca di una adesione convinta e evidenziando costantemente le motivazioni delle scelte. Si promuove perciò il superamento dell’agire istintivo ed emotivo ed il raggiungimento di un modo di vivere fondato su convinzioni e su valori condivisi, voluti e difesi con coscienza e responsabilità.
  • educare “con” e “alla” religione ed al mistero dell’uomo: il giovane non riesce a conoscersi e ad orientarsi da solo nella vita ed impara a farlo in profondità solo se si confronta - interiorizzandola - con la Parola di Dio (che ci giunge negli Scritti Sacri) e con le esperienze della comunità, attraverso: il segno della comunione con Dio e con i fratelli, il segno del perdono e del continuo miglioramento, il segno della solidarietà con chi soffre ed è emarginato.
  • educare all’amorevolezza ed all’amicizia: l’adolescente, per maturare, ha bisogno di calore umano, fatto di gioia e di sereno ottimismo, di confidenza fiduciosa e schietta, di affetto donato e ricevuto. E’ significativo al riguardo il cortile, posto al centro degli edifici, con la possibilità di gioco, sport, divertimento, libertà di fare amicizia anche a scuola.
  • educare al lavoro: è in esso che il giovane cresce, matura le proprie capacità e si prepara alle responsabilità del domani. Il lavoro comporta fatica e sacrificio, ma tempra la volontà e risulta - se assunto responsabilmente - la prima forma di collaborazione sociale, alla base della cittadinanza attiva.
  • educare alla libertà ed all’autocontrollo: il raggiungimento dell’equilibrio all’interno della persona garantisce serenità e forza per essere, poi, capaci di agire responsabilmente nell’autonomia, di stabilire rapporti corretti ed amichevoli con gli altri, e di poter superare ogni forma di egoismo, orgoglio, sopraffazione dell’altro e disordine morale.

 

La Comunità formativa

Il Progetto Educativo Salesiano e la Carta dei Valori della Federazione CNOS-FAP vengono attuati da ogni Centro di Formazione Professionale in base alle necessità del territorio e degli utenti dei corsi e propongono sempre la realtà di una Comunità Formativa locale. Anche il CFP di Bologna tende a costruire una comunità che instaura relazioni in spirito di famiglia coinvolgendo allievi, genitori e formatori e si propone di conseguire la formazione integrale dell’uomo, del cittadino e del lavoratore.

La comunità formativa è perciò essenziale al processo formativo, infatti:

  • offre una complementarietà di modelli, che divengono punti concreti di riferimento per gli alunni;
  • crea un clima di comunione e di corresponsabilità, molto vicino a quello naturale della Famiglia e del gruppo di amici;
  • promuove una coscienza comune di valori che stanno alla base dell’azione formativa e la caratterizzano come salesiana;
  • permette - con contributi diversificati ma convergenti - di realizzare più pienamente gli obiettivi di una educazione integrale, associando in un’unica esperienza dinamica formatori e giovani;
  • interagisce con le altre forze esistenti, nel territorio della Provincia e nella comunità civile, nella rete dei CFP provinciali, per arricchire, nel confronto e nel dialogo, i propri criteri ed obiettivi formativi.
  • La comunità educativa ha perciò bisogno di tutti i suoi membri: Allievi, Genitori, Salesiani, Formatori. Essa deve prendere coscienza che “si costituisce” con il lavoro e la partecipazione di tutti.

Essa pertanto si propone di:

-  ravvivare e sviluppare la coscienza dell’azione comune;

-  incoraggiare la collaborazione di tutti, secondo le proprie competenze e capacità;

-  creare strumenti e allargare spazi di partecipazione;

-  imprimere uno stile familiare in ogni attività e manifestazione;

-  approfondire le relazioni personali e gli scambi di esperienze.

 

I giovani

Al cuore della comunità educativa stanno gli allievi, non solo come oggetto delle attenzioni e della azione dei formatori, ma come soggetti responsabili delle loro scelte e protagonisti primari del cammino culturale e formativo proposto dal Centro. Tutti coloro che si iscrivono ad un corso, sono invitati a collaborare, secondo le proprie capacità. Essi sono apportatori di una ricchezza straordinaria con le loro intuizioni e con il guardare i problemi con occhi nuovi.

La Comunità perciò li accoglie al punto in cui si trova la loro libertà e la loro coscienza e cerca di favorire la loro crescita interiore, accettando il contributo che possono offrire, aprendoli al dialogo educativo, sostenendoli con la stima e la simpatia, seguendoli con amorevole attenzione e offrendo occasioni di crescita e di apertura al servizio del prossimo ed allo sviluppo dell’amicizia e della ricreazione in spazi adeguati.

Da parte loro gli allievi contribuiscono alla vita della Comunità Educativa superando il pericolo degli individualismi, offrendo la loro azione di sostegno per la soluzione dei problemi, suggerendo e favorendo ogni iniziativa che possa aiutare la conoscenza, l’accettazione e l’aiuto ai compagni, anche al di là del proprio gruppo o corso.

 

I genitori

Primi responsabili dell’educazione dei figli, i Genitori devono essere nella scuola di don Bosco - di diritto e di fatto - i primi indispensabili collaboratori.

Partecipando agli incontri e sottoscrivendo il patto formativo, essi rendono autentiche le motivazioni in base alle quali scelgono il Centro come ambiente di preparazione al lavoro e di educazione per i loro figli, coerente con le tradizioni della famiglia e del territorio, e che prepara al lavoro. Diventano autentici responsabili dell’educazione se collaborano nella lettura e nella comprensione delle aspirazioni e dei problemi dei figli adolescenti, concordano con il Progetto Formativo, si mantengono in costante contatto e in cordiale dialogo con i Formatori, partecipando attivamente alla soluzione delle difficoltà che possono insorgere lungo il percorso formativo.

 

I formatori

Centro animatore dei formatori è la Comunità religiosa dei Salesiani, sacerdoti o laici, voluti da don Bosco; come religiosi sono coordinati e diretti dal DIRETTORE dell’Istituto. Dediti completamente, per vocazione e per missione, all’educazione dei giovani, essi portano all’interno della Comunità Formativa il patrimonio del pensiero e dello stile di don Bosco, conquistato con un lungo tirocinio ed arricchito dalla propria esperienza e creatività. I formatori, guidati dal Direttore del Centro, condividono la scelta educativa di don Bosco e presenti in mezzo ai giovani, li aiutano con il dialogo educativo a maturare le loro scelte, anche immediate. Con la loro dedizione rendono testimonianza dell’amore di preferenza di Cristo per i giovani, intrattengono con le famiglie degli allievi rapporti cordiali di collaborazione.

Si distinguono in coordinatori, tutor e docenti. La maggior parte di essi si dedica soprattutto all’insegnamento, distinguendosi per competenza professionale in ambito culturale, tecnico ed organizzativo e per il costante impegno di aggiornamento. Essi cercano di fare proprio, nello studio e nell’esercizio, il sistema preventivo di don Bosco, ed orientano ad esso il proprio impegno quotidiano nell’attività specifica, nell’assistenza educativa e nel comportamento esemplare.

Partecipano inoltre attivamente ai diversi momenti della programmazione e curano responsabilmente l’attuazione delle decisioni prese. Contemporaneamente si impegnano a consolidare e ad ampliare la propria formazione religiosa, in modo che essa alimenti ed orienti il servizio professionale, divenendo così testimonianza cristiana per rendersi pienamente solidali con l’impostazione del Centro.

 

Ruoli e compiti

del personale del Centro

Al fine di promuovere un’effettiva collegialità nella programmazione e nell’intervento formativo, il Centro assume una struttura organizzativa che si articola fra le seguenti figure e organismi.

 

Direttore del centro

È responsabile del Centro. Attua l’orientamento ed accoglie le iscrizioni degli allievi dell’obbligo formativo. Ha la responsabilità ultima per gli interventi disciplinari sugli allievi, su proposta dei tutor e formatori. Assegna gli incarichi al personale dipendente ed ai collaboratori e professionisti nell’ambito dei corsi.

Direttore amministrativo

Cura la contabilità generale, analitica, finanziaria, programmazione economica del Centro, gestione amministrativa del personale, preventivi economici dei corsi, redige i rendiconti, gestisce libri sociali sul piano regionale CNOS-FAP/RER. Ha la responsabilità generale della gestione amministrativa.

Responsabile gestione sistema informativo

Predispone il piano operativo delle attività di accompagnamento e ne controlla i registri e lo stato di avanzamento. Prepara e verifica la documentazione prodotta dai cooordinatori di corso. Coordina e verifica i percorsi personalizzati in stretto contatto con il direttore. 

Segreteria didattica

Cura la parte documentale dell’iscrizione di ogni livello formativo e degli esami ed attestati. Opera sul software gestionale della Regione trasmettendo le iscrizioni, il calendario e tutte le sue variazioni in corso d’opera. 9 Ruoli e compiti del personale del Centro Cura il protocollo. Gestisce il centralino. È la prima interlocutrice con le persone esterne al Centro. Prepara e trasmette all’esterno del Centro la documentazione di ogni corso.

Coordinatore della formazione

Cura la crescita umana e spirituale dei corsisti. È il primo responsabile dell’accoglienza al mattino, del controllo assenze coi tutor, e dello svolgimento della mensa, ricreazione, intervallo. Attua alcune ore di orientamento sui valori umani e di etica. Sostituisce il direttore se assente o su suo mandato per casi particolari.

Responsabile settore meccanico

Responsabile dei laboratori del settore meccanico. Definisce i piani di manutenzione e controllo delle attrezzature del settore. Supervisiona l’effettiva esecuzione di quanto pianificato. Acquista il materiale didattico e di consumo e attrezzature finalizzate all’officina meccanica. Predispone con il direttore l’aggiornamento tecnico degli operatori.

Responsabile settore grafico

Responsabile dei laboratori del settore grafico, definisce i piani di manutenzione e controllo delle attrezzature del settore. Acquista il materiale didattico e di consumo e attrezzature finalizzate all’officina grafica. Acquisisce le eventuali richieste di nominativi di allievi dalle aziende finalizzate allo stage e/o all’assunzione, mantiene aggiornata la banca dati aziende stage del settore. Dà la qualificazione dei fornitori. Predispone con il direttore l’aggiornamento tecnico degli operatori.

Responsabile settore falegnameria e termoidraulica

Orienta gli allievi della sede di Castel de' Britti nel primo contatto. Coordina il personale dipendente ed i collaboratori e professionisti nell’ambito dei corsi in accordo con il direttore del CFP. È responsabile degli acquisti operati dal coordinatore di corso. Partecipa all’esame dell’attività della sede da parte del direttivo. Cura l'attività del recupero e personalizzazione dei progetti speciali, della sicurezza e della qualità nella sede staccata di Castel de' Britti.

Coordinatore di corso

Esegue il controllo giornaliero del registro. Segue il budget delle spese del corso e delle ore di docenza e codocenza. Contatta le aziende per lo stage selezionandole dalla banca dati dei settori del Centro o individuandone di nuove insieme al coordinatore di settore. Esegue il monitoraggio delle presenze degli allievi e in caso di anomalie interviene con il tutor o la direzione. Prepara le prove d’esame, ed assiste all’esame stesso. Insieme al tutor cura il coinvolgimento delle famiglie degli allievi.

Tutor

Segue l’allievo tramite il contatto diretto fuori dalle lezioni e durante la lezione con la presenza anche in aula, con l’orientamento, con la visita durante lo stage insieme al coordinatore di corso: affronta in prima istanza i problemi disciplinari. Attraverso colloqui personali sostiene l’allievo per garantirne la continuità didattica e la motivazione a partecipare, controlla le assenze e i ritardi dell’allievo. Intrattiene rapporti con i servizi sociali, con la famiglia e ne redige i verbali per gli allievi certificati. Nel consiglio di classe propone il voto di condotta e gli interventi educativi per l’allievo. Cura i progetti personalizzati. È presente in ricreazione e durante l’intervallo.

Formatore-docente

Progetta le unità formative, esegue attività didattiche. Partecipa ai consigli di classe. Segnala al tutor ed al coordinatore di corso i problemi degli 11 allievi e dello svolgimento dell’UF. Partecipa all’aggiornamento proposto dall’Ente o dalla Provincia. Cura la disciplina ed il comportamento in classe degli allievi. Arriva preparato, in anticipo sugli allievi ed alla conclusione esce lasciando in ordine l’ambiente. Compila il registro di classe. Cura una didattica attiva e coinvolgente l’allievo.

 

Le strutture di partecipazione e corresponsabilità 

Il consiglio direttivo

Definisce gli aspetti organizzativi della attività dei corsi. Affronta le situazioni di criticità amministrative, finanziarie e dell’andamento del Centro. Attua l’analisi dei bandi, definisce il tipo e il numero di corsi da presentare. Verifica lo stato d’avanzamento delle attività. Partecipa al riesame della direzione del sistema Qualità.

Collegio dei Formatori

Su proposta della direzione fa le scelte opportune per consolidare l’impostazione generale del CFP. Trova la strategia per le varie sperimentazioni esigite dalla Provincia o dalla Regione, o per le necessità degli allievi. Cura in modo particolare la conoscenza e l’attuazione della mission e del metodo educativo preventivo di Don Bosco. Discute il calendario generale del CFP in vista delle ferie e dei periodi di sospensione dell’attività didattica. 

Consiglio di corso

Cura l’andamento del corso, sia per la disciplina che per le UF. Prende le decisioni di interventi disciplinari gravi. Ogni tre mesi circa dà un giudizio sull’apprendimento ed il comportamento degli allievi da comunicare poi anche alla famiglia.

Assemblea dei genitori

Due o tre volte all’anno si riuniscono in assemblea i genitori degli allievi di corso per essere informati sull’andamento generale e dei propri figli in particolare. Vengono analizzate insieme le attività formative svolte e da affrontare nei mesi seguenti.

Assemblea di corso degli allievi

Gli allievi sotto la guida del tutor o del coordinatore affronteranno i problemi sorti nel percorso didattico e le prospettive del “progetto formativo” soprattutto prima degli stage e degli esami di qualifica.

 

IL PERSONALE DEL CENTRO

Il Centro ha vari formatori assunti a tempo indeterminato con Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Formazione Professionale, tra di essi alcuni svolgono funzioni di coordinamento, tutoraggio, orientamento, progettazione ed anche la formazione teorica e pratica.

Inoltre ha degli addetti ai servizi ausiliari quali la segreteria, aiuto alla segreteria, amministrazione, aiuto all’amministrazione. Per le attività di Formazione il Centro utilizza vari esperti e docenti esterni.

Per la realizzazione degli stage aziendali il Centro può scegliere tra 300 aziende tra grafiche e meccaniche, di falegnameria, e idraulica.

 

STRUTTURE DEL CENTRO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Le attività formative del Centro si svolgono all’interno dei settori: Meccanico, Grafico ed Informatico a Bologna, nei settori del legno e della termoidraulica a Castel de’ Britti (Bologna).

Il settore meccanico ha in dotazione due aule didattiche attrezzate, una aula di disegno di tipo tradizionale, una aula di laboratorio tecnologico attrezzata, due aule informatiche con 18 posti cadauna, PC Pentium in rete e collegate ad Internet, attrezzate con Autocad.

Un laboratorio con macchine a C.N.C. con annessa aula didattica Un laboratorio con attrezzature per l’automazione industriale. Due officine con macchine utensili (torni e fresatrici).

Un laboratorio con banchi e macchine per montatori-manutentori di sistemi meccanici.

Le Qualifiche regionali del settore per l’obbligo formativo sono:

  • Costruttore su macchine utensili.
  • Montatore e manutentore di sistemi meccanici.

Il settore grafico ha in dotazione due aule didattiche attrezzate. Tre laboratori con 18 PC Macintosh in rete e proiettore. Un laboratorio di fotoriproduzione.

Un laboratorio di stampa con macchine offset monocolore e bicolore.

Due aule di disegno grafico con banchi appositi e di tecnologia.

La Qualifica regionale del settore per l’obbligo formativo è la seguente:

  • Operatore grafico di stampa.

Per l’accoglienza il Centro ha a disposizione un’ampia sala, il bar interno, una biblioteca, una palestra, la mensa. Per la parte ricreativa utilizza anche un ambiente di giochi da tavolo, due cortili molto ampi ed attrezzati a vari sport.

Il Centro ha una sede staccata a Castel de’ Britti nel comune di San Lazzaro Savena (Bologna).

Per le attività formative relative alle Qualifiche per l’obbligo formativo:

  • Operatore del legno e dell’arredamento.
  • Installatore e manutentore di impianti termo-idraulici.

Dispone di un laboratorio di falegnameria, di termoidraulica ed un reparto di saldatura elettrica e ossiacetilenica, oltre che ad aule didattiche, di disegno e di informatica con 18 PC Pentium.

Per l’accoglienza la Sede ha a disposizione un’ampia sala e la mensa. Per la parte ricreativa utilizza anche un ambiente di giochi da tavolo, un cortile molto ampio attrezzato a vari sport.

Tutte le strutture del CFP nelle due sedi sono a norma secondo DLg 81/08 e successive modifiche e integrazioni; hanno ottenuto l’agibilità dall’ASL e dai Vigili del Fuoco.

 

Rapporti con il territorio

Il Centro di Formazione Professionale svolge un attivo ruolo sociale nell’ambito del pluralismo istituzionale per l’obbligo scolastico e formativo, secondo la legislazione attuale in un rapporto qualificato con le varie realtà presenti nel territorio: Regione, Provincia, Comuni, Scuole, C.I.P., Aziende, Sindacato, A.S.L., Università, Diocesi, ecc. Questi rapporti sono una prerogativa principale del CNOS-FAP, che qualificano l’azione formativa programmatica, facendo parte della rete territoriale della Provincia di Bologna.

Il Centro di Formazione Professionale tiene stretti rapporti di collaborazione con le Aziende del territorio al fine di conoscerne il fabbisogno occupazionale, seguire l’evoluzione tecnologica, realizzare l’aggiornamento dei percorsi formativi e dei formatori.

La nostra presenza è anche un incontro con il mondo giovanile, raggiungibile attraverso opportuni materiali divulgativi, depliant, videotape diffusi tramite vari canali, dai Comuni alle Scuole, dagli Oratori alle Parrocchie.

 

CENTRO DI ORIENTAMENTO PROFESSIONALE E SOCIALE

Il COSPES (Centro di Orientamento Scolastico, Professionale e Sociale) presente a fianco del Centro è costituito da una équipe che agisce sia collegialmente che secondo specifici interventi.

Esso è costituito da:

  • un medico;
  • uno psicologo;
  • un assistente sociale;

Gli obiettivi generali del COSPES sono l’orientamento dei giovani, gli interventi psicopedagogici per gli allievi e il supporto all’attività dei formatori e delle famiglie.

L’orientamento tende a qualificarsi come un servizio che, utilizzando proprie metodologie, integra e supporta l’intervento globale dell’azione formativa, offrendo un contributo specifico nelle dimensioni psicologica, pedagogica, didattica e sociale.

 

ACCREDITAMENTO DEL CENTRO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Il nostro Centro di Formazione Professionale, secondo le Direttive Regionali in materia di Formazione professionale, è stato accreditato dalla Regione Emilia Romagna il 21/12/1999 (DGR n 2538) e messo nell’elenco degli Enti accreditati, secondo le nuove norme, con delibera della Giunta Regionale n. 177 del 10/02/2003 sia per la formazione iniziale in obbligo formativo e per i disoccupati, sia per la formazione continua e superiore post-diploma, come per l’orientamento e l’apprendistato, sia per la sede principale di Bologna che per quella di Castel de’ Britti.

 

Bologna, 25 maggio 2007

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